Teatro nutrimento dell'anima

Mostra contenuti secondari Nascondi contenuti secondari

Mostra fotografica

Mostra fotografica

Con il contributo economico dell'Assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento B.I.M Adige, Comunità della val di Sole, Comune di Pejo, Comune di Ossana, Comune di Vermiglio, Hydrodolomiti Energia e la collaborazione dell' A.R.C.I del Trentino

 

 

SABATO 17 novembre COGOLO di Pejo ore 20.30 Chiesa Nuova

SABATO 17 novembre COGOLO di Pejo ore 20.30 Chiesa Nuova

La consapevolezza della storia e della memoria spesso sono sfuggenti e marginali all'interno di una comunità. Con la recente attività di costruzione di centrali idroelettriche di nuova generazione emerge con urgenza la necessità di ricordare, cioè di portare alla memoria, la costruzione di altri manufatti idroelettrici: le dighe degli anni trenta e cinquanta. Dagli anni venti gli abitanti della val di Sole, in Trentino,  e moltissimi lavoratori provenienti da tutta Italia, furono impegnati nella realizzazione di bacini artificiali e opere di presa per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica. I lavori iniziarono nel primo dopoguerra con la costruzione delle centrali di Cogolo e Malga Mare alimentate inizialmente dal bacino del Careser, al quale si aggiunse, alla fine degli anni cinquanta, la diga di Pian Palù. L'arrivo di maestranze da tutta Italia, per dare avvio ai vari cantieri sparsi sul territorio, rappresentò una piccola rivoluzione per la valle che di colpo si trovò proiettata in una nuova realtà economica e sociale. Oltre alle opere più importanti quasi ogni angolo del territorio fu interessato dai lavori: dalle prese minori, alla costruzione di nuove strade, alle funivie di servizio per i cantieri in quota. Questo tipo di sfruttamento ha cambiato l’equilibrio che si era venuto a creare e il bene comune acqua rilasciato in concessione, da parte dell’autorità, alle varie Società Elettriche succedutesi, fino ad arrivare alla nazionalizzazione e quindi all’Enel.

PROGETTO: Raccontare gli Antichi Statuti

Convinti che i beni di uso civico siano elementi fondamentali per la vita e per lo sviluppo delle popolazioni rurali e siano strumenti primari per la salvaguardia ambientale e culturale del patrimonio e del paesaggio agrosilvopastorale trentino ne raccontiamo la storia, cerchiamo di collegare i fili che ci legano al passato creando una coscienza e capacità critica rispetto ad esso. Portare in teatro la storia significa umanizzarla abbattere la barriera di indifferenza ed apatia che gettano la nostra attuale società nella barbarie culturale. Esplorando le radici rurali-agricole della gente di montagna, che affondano in terra solida e in vissuti temerari, si mira a svelare ciò che per i montanari è legato all'esperienza di comunità, al rapporto con l’altro, con gli altri e il territorio in uno sviluppo di relazioni solidamente intrecciate e spesso dettate anche dall'urgenza e dalle difficoltà estreme. Abbattere l'isolamento, contrastando il nichilismo che assalta il vivere quotidiano e la tendenza sempre più diffusa a rinchiudersi nel proprio privato disinteressandosi del rapporto con il "vicino" è, semplicemente, il senso ultimo e più alto del bene comune.

Al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Al Palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Al Castel San Michele di Ossana

Al Castel San Michele di Ossana