
Con l’anno 2025 si chiude anche il nostro progetto Giacomo Matteotti, la protesta dell’anima del mondo con il quale abbiamo contribuito alle celebrazioni relative all’assassinio dell’on. Giacomo Matteotti attraverso la messinscena di una produzione teatrale che è stata l’esito di un processo di ricerca storica e documentale che ha consentito di elaborare le sue vicende inserendole in diversi quadri contestuali come ad esempio la vita privata, la vita di partito e il clima politico dell’epoca che lo hanno accompagnato e probabilmente segnato nelle sue scelte. Accanto a G.Matteotti abbiamo portato all’attenzione del pubblico alcune figure femminili che si sono intensamente intrecciate con la sua esistenza, a partire dalla moglie Velia Titta, poetessa e romanziera, che per prima dimostrò la lucida consapevolezza delle responsabilità politiche del fascismo sull’omicidio del marito. Un’altra figura fondamentale appare essere la madre Isabella Garzarolo, che suo malgrado ha dovuto gestire il dolore proprio e quello della nuora e dei nipoti. Altre figure emerse come significative nelle vicende dell’epoca e nell’opera e nell’azione politica di Matteotti, come la reporter Jessie White Mario, varie compagne di partito come la sindacalista Argentina Bonetti Altobelli, Anna Kuliscioff. Donne che per ovvie ragioni non appaiono come attori primari nelle vicende storiche dell’epoca e che tuttavia hanno un ruolo non marginale nella vicenda delle lotte operaie e nella propagazione degli ideali socialisti che hanno alimentato le convinzioni politiche di Giacomo Matteotti.

Gli eventi che hanno segnato questo progetto si sono chiusi con lo spettacolo Rosina e la Erre di Resistere che percorrere un filo storico dagli anni trenta fino al 1943 e porta alla luce alcune testimonianze di Resistenza in val di Sole. Quella Resistenza meno celebrata e senza armi che in Italia ha visto dopo il 43 moltissime adesioni, parliamo di disertori che scelsero il buio ignoto dei lager piuttosto che arruolarsi nella Repubblica di Salò, di coloro che li aspettarono, di coloro che li aiutarono. Parla di donne e uomini che misero a repentaglio la loro esistenza e quella delle loro famiglie per nascondere, proteggere, aiutare nella fuga dall’Italia di persone, ebrei, piloti inglesi, fuggiaschi di ogni tipo.

La giovanissima protagonista Rosina, che vive ignara di tutto ciò che accade fuori da quel piccolo paese montanaro che si chiama Celentino, fa capolino con ingenuità e freschezza portando la sua voce tra accadimenti enormi e tragici che stanno sconvolgendo il mondo. Cresce e diventa donna durante la dittatura fascista e la guerra civile che la consegnerà ad un mondo notevolmente mutato, e dovrà come tante giovani cominciare a percorrere il sentiero dei diritti civili ed esercitarne la responsabilità. La narrazione si chiude con la sua partecipazione al voto nel 1948 alle prime elezioni politiche dell’Italia liberata. Hanno partecipato attivamente allo spettacolo, sia nella narrazione che nell’esecuzione della colonna sonora strumentale e vocale alunni e insegnanti della scuola Media ad Indirizzo Musicale di Malé.